Burro o margarina ? Vediamo un pò…

Burro o margarina ? Vediamo un pò…

Decisamente burro. Partendo dal presupposto che non esiste in natura un alimento che possa essere classificato come del tutto dannoso o del tutto benefico, diamo la nostra preferenza al burro, se non altro perché la margarina non è un alimento che esiste in natura! Derivante da un mix di oli vegetali e grassi animali, spesso di pessima qualità, tra cui il famigerato olio di palma, la margarina è necessariamente caratterizzata da grassi saturi a lunga catena, può contenere acidi grassi trans ed è soggetta alla contaminazione di catalizzatori come il nichel.

100 gr di margarina e 100 gr di burro presentano lo stesso apporto calorico (717 kcal), ma nel burro la percentuale di acidi grassi saturi si dimezza, sono infatti presenti anche i più ”salutari” monoinsaturi (24%) e una piccola frazione di polinsaturi e colesterolo.

Un etto di burro fatto con latte di mucca, inoltre, contiene una percentuale importante di EPA e DHA, i famosi acidi grassi omega 3 derivanti dall’acido linolenico, già trasformati dal fegato dell’animale e pronti per essere utilizzati nel nostro corpo.

Altra presenza importante nel burro, specie in quello biologico, sono le vitamine liposolubili: A, D, E,K. Tali vitamine rendono giallastro il colore dell’alimento, testimoniando la presenza di carotenoidi attivi, che quindi non necessitano di trasformazione da parte del fegato. Proprio le vitamine liposolubili sono fra gli elementi nutritivi più preziosi di tutte le diete. Sono infatti considerati degli “attivatori”, perché risultano fondamentali per assimilare tutti gli altri fattori presenti nei cibi, come proteine e minerali.

L’alta digeribilità del burro è data dalla presenza dell’acido burritico, un acido grasso a catena corta che è molto digeribile e ci dona energie senza particolari necessità di trasformazione. L’acido butirrico è molto utilizzato ad esempio nelle diete di coloro che presentano disbiosi e probabile infiammazione del tratto gastrointestinale dal momento che ha forti capacità di nutrimento e risanamento di questo epitelio.

Il burro annovera tra i suoi componenti il fattore Wulzen (stimasterolo) o meglio chiamato fattore di rigidità, la cui proprietà è quella di proteggere le articolazioni e le arterie dall’irrigidimento e, tra le altre cose, possiede anche un’azione preventiva della cataratta.

Non dimentichiamo infine di preferire il burro anche per proteggere i nostri denti. Il burro, a differenza della margarina infatti, contiene il fattore anticarie, detto Fattore Price. Il Dr Price, dentista americano vissuto nei primi anni del 1900, insisteva infatti sull’importanza del grasso come elemento fondamentale per assimilare al meglio i diversi nutrienti e i fattori protettivi (vitamine, antiossidanti) per la salute dell’individuo e dei suoi denti, proprio in virtù della presenza delle vitamine liposolubili in tutte le loro forme.

Burro si dunque, ma preferibilmente a crudo e sempre rispettando un obiettivo principale, ovvero quello di mantenere un equilibrio positivo tra alimenti, integratori e movimento nell’arco della giornata.